Imparare dai maestri: un viaggio nell’artigianato fiorentino

Nei giorni scorsi siamo stati a Firenze insieme alle cinque borsiste che stanno seguendo il loro anno accademico presso la LAO – Scuola di Arti Orafe di Firenze, per accompagnarle in una giornata di immersione nell’artigianato della città.
Un percorso pensato per mettere in relazione la formazione contemporanea con le storie, i luoghi e le persone che hanno costruito – e continuano a costruire – l’identità artigiana fiorentina.
 
La prima tappa è stata la Gioielleria Fratelli Piccini, una realtà che affonda le sue radici negli ultimi anni dell’Ottocento e che da allora rappresenta un punto di riferimento per l’alta oreficeria fiorentina.
Attraverso l’archivio storico di Armando Piccini, abbiamo potuto ripercorrere la storia della maison grazie ai disegni originali, ai bozzetti, ai modelli e ai pezzi di collezione, profondamente ispirati dalla natura e dalla città di Firenze.
Per chi studia arte orafa, quell’archivio non è solo memoria, ma uno strumento di lettura e di progetto. Le ragazze si sono soffermate sulle proporzioni, sulle soluzioni tecniche, sulle scelte strutturali e decorative, osservando e confrontando le diverse modalità di lavorazione.
Fulcro della visita è stato l’affascinante laboratorio all’ultimo piano affacciato sull’Arno: uno spazio raro, quasi sospeso nel tempo, dove ogni giorno l’unica orafa della maison realizza interamente a mano gioielli bespoke. La visita si è conclusa nel nuovo negozio di via Roma, dove le collezioni storiche dialogano con quelle più contemporanee, mostrando come una tradizione solida possa evolvere senza perdere rigore e identità.
 
Dopo un pranzo al The Place Firenze, la giornata è proseguita con una seconda tappa altrettanto significativa: la storica pelletteria Bianchi e Nardi 1946.
Qui il racconto si è spostato su una dimensione manifatturiera più ampia, ma sempre profondamente artigianale. Il focus è stato sul processo produttivo: dalla selezione delle pelli più pregiate ed esotiche alle numerose fasi di lavorazione che portano alla realizzazione di una borsa. In azienda lavorano circa cento persone, tutte formate su diverse tecniche, e ogni fase della produzione viene ancora realizzata a mano.
 
Per le studentesse è stato particolarmente interessante osservare come l’eccellenza artigiana possa esprimersi anche all’interno di una struttura complessa, dove l’organizzazione del lavoro, la specializzazione delle competenze e la trasmissione del sapere sono elementi fondamentali. Un esempio concreto di come la manualità non sia in contrasto con la dimensione aziendale, ma possa esserne il cuore.
Questi momenti di incontro rappresentano un passaggio fondamentale nel percorso di crescita delle studentesse, perché rendono tangibile il valore della tradizione artigiana e il suo ruolo nel presente. Il contatto diretto con botteghe, archivi e laboratori rafforza il legame tra formazione e pratica, offrendo una lettura concreta del mestiere e della sua complessità oggi.